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Tiro con l’arco in ginocchio

Nel tiro con l’arco istintivo, ossia il tiro senza mirino, ci sono svariate situazioni in cui l’arciere deve tirare, ad esempio in mezzo al bosco, è possibile che l’arciere sia costretto ad avere posizioni particolari come il tiro in ginocchio, questo è dovuto alla posizione del bersaglio e conformazione del terreno, l’importante è mantenere la stabilità di tutto il corpo, di seguito alcune posizioni dell’istruttore Fasulo Giuseppe assunte durante il tiro, utilizzando un arco primitivo in olmo nella prima foto e nel secondo un arco primitivo in osage.

 

Guida su come Scegliere un Istruttore di Sopravvivenza.

Caro Lettore,

questa non vuole essere un elevazione delle doti e le conoscenze delle persone  Esperte che popolano il mondo dei survivalisti, escursionisti, preppers etc. anzi!

Ma dell’importanza di ciò che si fa come Istruttore.

L’istruttore dovrebbe essere colui che insegna  qualcosa che conosce in tutte le sue parti e le sue forme, e per conoscere bene degli argomenti e poterli insegnare ha bisogno di una grandissima esperienza.

In Italia delle volte, e per fortuna da parte di pochi, viene confusa la parola Esperienza con la parola Attestato. Purtroppo c’è da dire che un Attestato non fa l’Esperienza ma abilita alcune persone più portate a fare Esperienza per poi trasmetterla.  Ora, se le persone che raggiungono l’obbiettivo di avere un “Attestato” avessero un po’ di umiltà sarebbe qualcosa di eccezionale, perché le porterebbe a prepararsi per poter trasferire al meglio il loro sapere e lo farebbero in modo graduale. Invece dal momento che si raggiunge l’Agognato Attestato si diventa subito Super Bravi e si saltano quei passaggi fatti di accrescimento, conoscenza e preparazione vendendo da subito “prodotti” che non si conoscono e, dipende dalle attività svolte, mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone che si affidano ignari a questi personaggi.

Un po’ come se mettessimo un neo patentato in pista con una macchina da Formula 1 e gli chiedessimo di arrivare primo!

Voi lo fareste?

Ciò succede in tutti i Campi Sportivi e Non, anche nel Nostro Mondo….Purtroppo!

Negli ultimi anni la moda dell’Escursionismo e del Survival sta prendendo piede tra i fanatici che apprendono tecniche su internet o sui canali video e dopo essersi drogati di nozioni, si spacciano Istruttori di Sopravvivenza . Oppure ci sono Istruttori o Operatori del Survival che ricevuto il desiderato “Attestato” si sentono arrivati e iniziano percorsi formativi, sotto i fumi dell’esaltazione, che vanno oltre le loro competenze e capacità, senza avere l’umiltà di capire che un corso ti può formare tecnicamente, ma non ti formerà mai a pieno come può fare l’esperienza.

Oggi affidarsi a dei professionisti ci vuole poco, ma cadere nelle mani di imbonitori è molto più semplice…sta a quanto ci documentiamo prima di ogni esperienza e per documentarci abbiamo tanto a disposizione, partendo dai social network passando dai siti privati arriviamo al tam tam tra chi ha partecipato a corsi ed esperienze lasciando sui forum dei feedback oppure come testimonianza personale vi ha passato le informazioni. O molto più semplicemente contattando il Responsabile di una Federazione (accertatevi che sia riconosciuta) oppure di un Ente o Organizzazione (accertatevi che sia riconosciuta). Questi saprà indicarvi l’istruttore che più si addice alle vostre esigenze ma soprattutto darvi le informazioni sull’istruttore cui state decidendo di affidare la vostra voglia di avventura!

Non fatevi ingannare dall’età anagrafica della persona, potrebbe essere forviante. Non sempre gli anni di vita coincidono con gli anni di esperienza. Ci sono persone che nascono e crescono in realtà in cui le tecniche di sopravvivenza utilizzate fanno parte della vita di tutti i giorni. Altre che annoiate dalla Routine dell’Ufficio decidono a 40/50anni di scappare dalla Città e disintossicarsi dalla routine che li ha accompagnati facendo attività outdoor…

Cercate il contatto telefonico oltre a quello mail. La voce, il modo di parlare e come si propone può aiutarvi nella ricerca del vostro corso o della vostra scuola ideale. Dal tono capite se vi vuole ” vendere” un corso di sopravvivenza.

Ora tutto questo non vuol dire che gli Attestati non valgono a nulla, anzi!!!! Ma fare un Indagine sul Background di un Istruttore e poter valutare se stiamo facendo la cosa giusta aiuta anche noi del Mestiere a migliorarci e a far si che la credibilità di un vero professionista o di un organizzazione non sia lesa da imbonitori della rete!

 

 

 

 

Come diventare Istruttore

Per diventare Istruttore, bisogna avere la qualifica da Operatore, quindi è possibile inoltrare la domanda  per e-mail, per iniziare l’iter  frequentando 6 moduli (ogni modulo sono 3 giorni al mese) comprensivo di esame, per un totale di 300 ore, al termine del corso viene rilasciato il diploma nazionale CSEN di istruttore. La qualifica di istruttore permette di fare tutto quello che può svolgere l’operatore e corsi base di survival in autonomia.

diploma

 

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Virus dell’istruttore

Il VIRUS DELL’ISTRUTTORE (di Fasulo Giuseppe)

La mia esperienza ventennale

Volevo aggiungere una piccola nota, che ho notato in tutti questi anni nel campo del survival, ad un certo punto del percorso di esperienze, l’istruttore di survival può essere attaccato da un virus, di cui non si conosce principalmente la causa ma è abbastanza frequente, io l’ho chiamato il “virus dell’istruttore”.

Come si manifesta

  • L’istruttore inizia a disinteressarsi dell’ attività formativa di sopravvivenza. perchè tanto ha raggiunto il proprio scopo, quello di prendere il pezzo di carta e quindi si dimentica di quello che ha fatto e si immerge in uno stato di quiete e indifferenza, dal quale difficilmente riesce a uscirne.
  • L’istruttore inizia a dire a se stesso, ma io sono il più bravo, perchè devo imparare, ma chi può insegnarmi le tecniche di survival, io sono preparatissimo ed ho imparato tutto, quindi essendo il migliore posso stare da solo (isolato io direi) e vado avanti perchè io sono il migliore.
  • L’istruttore inizia a criticare gli altri, mettendo le pecche da per tutto, in qualsiasi cosa, anche le più futili.
  • L’istruttore inizia a fare ostentazione di se stesso in tutti i modi.
  • L’istruttore non trasmette le sue scoperte sulle tecniche di survival, perchè altrimenti gli altri gliele possono rubare e carpire i propri segreti più nascosti.
  • L’istruttore non ha bisogno di nessuno e non si mette al pari degli altri novelli.
  • L’istruttore dimenitica facilmente da chi ha imparato e lo ha indirizzato verso la strada giusta, anzi se vi è la possibilità cerca di fargli anche concorrenza, in quanto non ha nessun valore etico, rispetto e umiltà.
  • Sopraggiunge una sorta di egoismo esasperato che lo distacca totalmente dalla realtà.
  • A questo stadio direi che più che un istruttore diventa uno squalo, a discapito di chi lo incontra; anche i lupi ci insegnano che nel branco, nessuno viene abbandonato e tutti i membri del gruppo vengono aiutati nei limiti del possibile.

Effetti collaterali

Inizia a vivere in un mondo virtuale, si isola completamente, dal punto di vista formativo rimane sempre allo stesso livello, vivendo di ricordi, i suoi allievi si stancano in quanto fanno sempre le stesse cose. Rimane da solo, perchè nessuno potrà aiutarlo e non vuole essere aiutato.

 

L’antidoto

non esiste un vero e proprio antidoto per questo virus, in quanto è molto personale e introspettivo e si trova in gioco il proprio Io, il subconscio.