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E’ una lezione in linea (on-line) che utilizza diverse strategie per trasferire contenuti specifici. Alcune strategie di esposizione dei contenuti: illustrazione tramite multimedia.

La sopravvivenza in Italia….

La moda del momento sta creando Istruttori di sopravvivenza e scuole che vengono fuori come funghi, ma con altrettanta velocità scompaiono.

Per poter creare una scuola di sopravvivenza con degli istruttori in grado di poter insegnare, non è cosa facile! Anzi….per molte persone la sopravvivenza è fatta di accensione di un fuoco nei modi più visti ovunque. Ma così non è…la sopravvivenza è conoscenza.

Un istruttore è quella persona che del grande albero, che è la scienza della sopravvivenza, ne conosce gran parte dei rami! Ebbene si, la sopravvivenza va vista come se fosse un albero con tutti i suoi rami e le sue radici.

Ogni ramo è una specialità e tutte fanno riferimento ad un tronco e a tante radici che indicano l’esperienza acquisita negli anni e dalla storia che ha trasmesso un infinità di conoscenze.

Quindi non guardate soltanto l’istruttore come il mago del fuoco, bensì tutto l’insieme, le conoscenze ma soprattutto la capacità di trasmettere ed insegnare.

I nostri istruttori non sono soltanto “Istruttori di Sopravvivenza” , ma professionisti ed appassionati che per poter conoscere bene “i rami” si sono specializzati in tanti ambiti dell’outdoor, del combattimento e difesa personale, nella conoscenza della flora e la fauna locale, di tecniche antiche della tradizione contadina e pastorale, archeologia sperimentale, storia, lingue, meccanica e tanto altro….perché è questo che fa la differenza tra chi accende un fuoco e chi insegna come, dove e perché accenderlo. La conoscenza è ciò che forma una persona e la capacità di comunicazione e trasmissione si ha solo quando si conosce a menadito l’intero “albero” non solo qualche ramo…..

 

 

Guida su come Scegliere un Istruttore di Sopravvivenza.

Caro Lettore,

questa non vuole essere un elevazione delle doti e le conoscenze delle persone  Esperte che popolano il mondo dei survivalisti, escursionisti, preppers etc. anzi!

Ma dell’importanza di ciò che si fa come Istruttore.

L’istruttore dovrebbe essere colui che insegna  qualcosa che conosce in tutte le sue parti e le sue forme, e per conoscere bene degli argomenti e poterli insegnare ha bisogno di una grandissima esperienza.

In Italia delle volte, e per fortuna da parte di pochi, viene confusa la parola Esperienza con la parola Attestato. Purtroppo c’è da dire che un Attestato non fa l’Esperienza ma abilita alcune persone più portate a fare Esperienza per poi trasmetterla.  Ora, se le persone che raggiungono l’obbiettivo di avere un “Attestato” avessero un po’ di umiltà sarebbe qualcosa di eccezionale, perché le porterebbe a prepararsi per poter trasferire al meglio il loro sapere e lo farebbero in modo graduale. Invece dal momento che si raggiunge l’Agognato Attestato si diventa subito Super Bravi e si saltano quei passaggi fatti di accrescimento, conoscenza e preparazione vendendo da subito “prodotti” che non si conoscono e, dipende dalle attività svolte, mettendo a repentaglio la sicurezza delle persone che si affidano ignari a questi personaggi.

Un po’ come se mettessimo un neo patentato in pista con una macchina da Formula 1 e gli chiedessimo di arrivare primo!

Voi lo fareste?

Ciò succede in tutti i Campi Sportivi e Non, anche nel Nostro Mondo….Purtroppo!

Negli ultimi anni la moda dell’Escursionismo e del Survival sta prendendo piede tra i fanatici che apprendono tecniche su internet o sui canali video e dopo essersi drogati di nozioni, si spacciano Istruttori di Sopravvivenza . Oppure ci sono Istruttori o Operatori del Survival che ricevuto il desiderato “Attestato” si sentono arrivati e iniziano percorsi formativi, sotto i fumi dell’esaltazione, che vanno oltre le loro competenze e capacità, senza avere l’umiltà di capire che un corso ti può formare tecnicamente, ma non ti formerà mai a pieno come può fare l’esperienza.

Oggi affidarsi a dei professionisti ci vuole poco, ma cadere nelle mani di imbonitori è molto più semplice…sta a quanto ci documentiamo prima di ogni esperienza e per documentarci abbiamo tanto a disposizione, partendo dai social network passando dai siti privati arriviamo al tam tam tra chi ha partecipato a corsi ed esperienze lasciando sui forum dei feedback oppure come testimonianza personale vi ha passato le informazioni. O molto più semplicemente contattando il Responsabile di una Federazione (accertatevi che sia riconosciuta) oppure di un Ente o Organizzazione (accertatevi che sia riconosciuta). Questi saprà indicarvi l’istruttore che più si addice alle vostre esigenze ma soprattutto darvi le informazioni sull’istruttore cui state decidendo di affidare la vostra voglia di avventura!

Non fatevi ingannare dall’età anagrafica della persona, potrebbe essere forviante. Non sempre gli anni di vita coincidono con gli anni di esperienza. Ci sono persone che nascono e crescono in realtà in cui le tecniche di sopravvivenza utilizzate fanno parte della vita di tutti i giorni. Altre che annoiate dalla Routine dell’Ufficio decidono a 40/50anni di scappare dalla Città e disintossicarsi dalla routine che li ha accompagnati facendo attività outdoor…

Cercate il contatto telefonico oltre a quello mail. La voce, il modo di parlare e come si propone può aiutarvi nella ricerca del vostro corso o della vostra scuola ideale. Dal tono capite se vi vuole ” vendere” un corso di sopravvivenza.

Ora tutto questo non vuol dire che gli Attestati non valgono a nulla, anzi!!!! Ma fare un Indagine sul Background di un Istruttore e poter valutare se stiamo facendo la cosa giusta aiuta anche noi del Mestiere a migliorarci e a far si che la credibilità di un vero professionista o di un organizzazione non sia lesa da imbonitori della rete!

 

 

 

 

In caso di isolamento o black out

Per prepararsi in caso di previsto o possibile isolamento ci si può preparare attuando una serie di precauzioni che possono rendere la situazione molto più sicura e gestibile.

Di seguito troverete un elenco di materiali e azioni in grado di migliorare notevolmente la situazione per avere tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza di base, sia che siate in casa, in auto, o nella natura.

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  1. Fare scorte alimentari: zucchero, sale, olio, farina, caffè solubile o tè, frutta secca, biscotti, cioccolata, caramelle, alimenti in scatola (tonno, carne, pasta).
  2. Fare scorte per igiene e pulizia personale: dentifricio, sapone, disinfettanti, medicinali generici e personali, carta igienica.
  3. Fare scorte di acqua potabile.
  4. In casa: in caso di mancanza di energia elettrica, è possible usare camini e/o casa sotto la nevestufe utilizzando la legna, accertarsi che nell’abitazione dove accendete i fuochi per riscaldarvi sia sufficientemente ventilata per il ricambio di aria, per evitare di rimanere asfissiati o per intossicazione da ossido di carbonio.
  5. Indossate vestiti caldi o tutto quello che avete a disposizione per scaldarvi, le parti maggiormente esposte al congelamento sono il naso, orecchie, mani, piedi.
  6. Riposatevi e riducete al minimo ogni sforzo fisico.
  7. Avere a disposizione una radio AM/FM a batterie per essere aggiornati sulle condizioni meteo e gli avvisi della protezione civile.
  8. Avere a disposizione un celllulare con le batterie cariche al massimo, utilizzarlo solo per le emergenze, accendere il cellulare ad orari prestabiliti ad esempio ogno mezz’ora per 10 minuti, usare preferibilmente SMS per consumare meno batteria. Tenete il celllulare più vicino possibile al corpo in quanto con il freddo la batteria si scarica più rapidamente.
  9. Se vi trovate bloccati con il vostro autoveicolo: non addormentatevi con il motore acceso, non fate entrare i gas di scarico nell’auto, se non avete più carburante per scaldarvi copritevi con tutto quello che avete, fate in modo che la neve non vi seppellisca all’interno dell’automobile in quanto si potrebbe nevicata_in_macchinarimanere asfissiati, può essere utile avere nell’autoveicolo delle scorte di emergenza di cibo e acqua, una pala, torce a vento, fiammiferi, fischietto, pila frontale, guanti da lavoro, coperte, attrezzature da traino; sulle strade invernali utilizzare pneumatici termici e le  catene da neve quando servono.
  10. Imparate ad avere una mentalità di prevenzione delle emergenze, attraverso corsi specifici o enti preposti. Come ovviamente un corso di sopravvivenza presso le nostre scuole!!

Virus dell’istruttore

Il VIRUS DELL’ISTRUTTORE (di Fasulo Giuseppe)

La mia esperienza ventennale

Volevo aggiungere una piccola nota, che ho notato in tutti questi anni nel campo del survival, ad un certo punto del percorso di esperienze, l’istruttore di survival può essere attaccato da un virus, di cui non si conosce principalmente la causa ma è abbastanza frequente, io l’ho chiamato il “virus dell’istruttore”.

Come si manifesta

  • L’istruttore inizia a disinteressarsi dell’ attività formativa di sopravvivenza. perchè tanto ha raggiunto il proprio scopo, quello di prendere il pezzo di carta e quindi si dimentica di quello che ha fatto e si immerge in uno stato di quiete e indifferenza, dal quale difficilmente riesce a uscirne.
  • L’istruttore inizia a dire a se stesso, ma io sono il più bravo, perchè devo imparare, ma chi può insegnarmi le tecniche di survival, io sono preparatissimo ed ho imparato tutto, quindi essendo il migliore posso stare da solo (isolato io direi) e vado avanti perchè io sono il migliore.
  • L’istruttore inizia a criticare gli altri, mettendo le pecche da per tutto, in qualsiasi cosa, anche le più futili.
  • L’istruttore inizia a fare ostentazione di se stesso in tutti i modi.
  • L’istruttore non trasmette le sue scoperte sulle tecniche di survival, perchè altrimenti gli altri gliele possono rubare e carpire i propri segreti più nascosti.
  • L’istruttore non ha bisogno di nessuno e non si mette al pari degli altri novelli.
  • L’istruttore dimenitica facilmente da chi ha imparato e lo ha indirizzato verso la strada giusta, anzi se vi è la possibilità cerca di fargli anche concorrenza, in quanto non ha nessun valore etico, rispetto e umiltà.
  • Sopraggiunge una sorta di egoismo esasperato che lo distacca totalmente dalla realtà.
  • A questo stadio direi che più che un istruttore diventa uno squalo, a discapito di chi lo incontra; anche i lupi ci insegnano che nel branco, nessuno viene abbandonato e tutti i membri del gruppo vengono aiutati nei limiti del possibile.

Effetti collaterali

Inizia a vivere in un mondo virtuale, si isola completamente, dal punto di vista formativo rimane sempre allo stesso livello, vivendo di ricordi, i suoi allievi si stancano in quanto fanno sempre le stesse cose. Rimane da solo, perchè nessuno potrà aiutarlo e non vuole essere aiutato.

 

L’antidoto

non esiste un vero e proprio antidoto per questo virus, in quanto è molto personale e introspettivo e si trova in gioco il proprio Io, il subconscio.